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Mi innamoro

Mi innamoro di un sorriso,mi innamoro di una carezza,mi innamoro di una foto, di un paesaggio,di un cane randagio, di un migrante.Mi innamoro delle mani forti del lavoro, delle mani delicate da scrittore, di uno sguardo , di un broncio,di una lacrima.Mi innamoro della prima luce del mattino,mi innamoro della luna di stasera.Mi innamoro di un bicchiere di vino,rosso,bello corposo,mi innamoro di un piatto mangiato con gusto.Mi innamoro di un anziano seduto su una panchina a guardare passare la vita, mi innamoro di un bambino che gioca senza pensare al domani. Mi innamoro della vita bella o brutta che sia,me ne innamoro perché malgrado tutto è la mia,e se è vero che è fatta di scelte per ora è tutto apposto  perché sei il mio presente.

 

 

 

 

 

 

Stella cadente.

Finito il lavoro,era il momento che preferiva di tutta la stramaledettissima giornata. Sulla strada verso casa si fermava il quel baretto nascosto e la’trovava le sue amiche che l’aspettavo per l’aperitivo.Giusto mezz’ora prima di tornare alla realtà, 30 minuti di pura pace a parlare di niente, a parlare di tutto.”Come sta  Alfredo? Bene,rispose,almeno credo! Che cazzo di risposta è? Come fai ad essere così menefreghista,? Ok ti saluto, mi pago il bicchiere, ciao.” Lascio’ cinque euro al cameriere, e uscì dalla porta senza aspettare il resto.Sali’in auto, non aveva voglia di piangere,non piangeva da troppo tempo, non aveva voglia di niente, avrebbe voluto godersi il suo aperitivo in santa pace.Non tutto si può spiegare e non tutto si può capire. A volte poi chi cazzo ha voglia di spiegare che per lei Alfredo non è altro che un grattacapo, qualcosa da risolvere, qualcosa da cui state lontano, quel problema latente che ogni tanto riaffiora,quella persona che vorresti ti chiamasse,ma quando chiama è un problema , quella persona che ti manca perché non è come dovrebbe essere. E si che tanto tempo fa l’aveva amato ,o si che l’aveva  amato, un amore forte, spassionato, l’amore di chi è stata scelta,un privilegio assoluto, la consapevolezza di essere sua, di essere l’unica. Sopra tutte ,la regina. Ma la realtà era ben diversa, la fantasia corre più della realtà, e la realtà spesso è semplicemente triste,ma è quello che è. Per lei Alfredo era morto già tanto tempo fa, una lenta agonia nel suo cuore, una rassegnata presa di coscienza , nessun trauma, niente da aggiungere.E poi avrebbe potuto scegliere un’altra tra tutte le stelle,ma si sa ognuno ha la Croce che riesce a portare e lei aveva la sua, bella pesante ,tutta sulle sue spalle, spalle piccole ma forti.Non tutto si può spiegare e non tutto si può capire, e poi chi cazzo ha più voglia di spiegare.

I Love Shopping

cos’è che le mancava? il tempo? no, quello si trova se solo si vuole? L’ispirazione? Forse un po’ , troppo impegnata nel suo nuovo lavoro, nella famiglia, spesa , lava , stira, lava , stira, lava. Quante lavatrici? Forse avrebbe potuto fare un trattato sulla sua , che tiene solo 5 Kg perchè quando l’aveva comprata non aveva nemmeno nei pensieri  più remoti di avere un figlio, figuriamoci due. Tram tram quotidiano che non  lascia nemmeno il tempo  di pensare.Questo era sicuramente uno dei motivi principali , la mancanza di tempo, l’unica cosa che non puoi controllare, che a volte vorresti fermare che a volte vorresti accelerare. Nei pochi minuti liberi cercava di leggere le notizie  , quale migliore ispirazione della vita reale, ma niente, il suo taccuino restava in bianco, nessun appunto , nessuna parola chiave. Non era convinta pero’ che il problema fosse  la mancanza d’ispirazione, nè di tempo era qualcos’altro. Era venuta a mancare la speranza per far posto alla rassegnazione , la consapevolezza di non farcela mai, e allora perché farlo, per chi? Tanti ci provano, pochissimi ci riescono, avrebbe dovuto conoscere qualcuno del giro, o l’amico di, sarebbe dovuta essere  già conosciuta etc etc.La cultura non paga, con la penna non si mangia,si deve  per forza fare un altro lavoro che non  lascia il tempo di coltivare quello che più piace. Questa è la dura e cruda realtà, e poi magari non c’è tutto questo talento. Ma poi leggi alcuni  Best Seller  e le braccia cascano sotto le ginocchia , ma davvero alla gente piace questo? Ma davvero I Love Shopping e tutti i mille seguiti, ha venduto così tanto? Tutto questo pensava, e anche questo non avrebbe cambiato le cose.

Ho messo via

Nell’era dove il libro ” il magico potere del riordino” sta accompagnando il cambio armadio di tutte le italiane la canzone di Ligabue e quanto di più anacronistico ci sia.Non ho letto il libro ,ma passeggiando con una mia cara amica mi sono fatta dire i capisaldi di questo metodo della scrittrice giapponese e tirando le somme ho dedotto che buttare è la regola principale. Fare spazio nei cassetti per fare spazio nella mente e nel cuore. Allora ho iniziato a buttare e a riempire quel famoso sacco e finalmente ho buttato via quella minigonna di quando avevo 18 anni, perché anche se mi sta ancora, sono sicura che se da 20 a questa parte non ho avuto l’occasione di metterla, certamente non l’avrò nel prossimo futuro.Ho buttato via anche quei pantaloni finta pelle, che continuo a prendere in mano e spostarli da una parte all’altra e che non ho mai messo e chissà cosa avevo in mente quando li ho comprati.Poi ho trovato quell’altra minigonna, quella non mia, ma della mia amica di sempre anche se non la vedo da 15 anni e sempre nei miei ricordi più belli. Questa la tengo, così quando la rivedo gliela restituisco e ricordiamo i bei tempi, quelli di quando puzzavamo solo di whisky. Per me la canzone di Ligabue è ancora attuale perché ho messo via un bel po’ di cose ma non mi spiego mai perché, non riesca a metter via te. E neanche voglio!

Ode alla pazienza, tutto si sistema

Facile dirlo, difficile farlo. Quando l’imprevisto bussa alla porta o peggio la sfonda, subito corriamo ai ripari per cercare di risolvere la situazione e e riportarla a com’era prima, credendo che quel prima fosse il meglio per noi. Tante volte, invece,  il fato , il  destino, un essere divino, l’ angelo custode o non so chi, non ha altro modo di deviare il nostro percorso se non mettendoci i bastoni fra le ruote. Se riuscissimo a fermarci a pensare, di dare il tempo al tempo, di non affrettare le cose, ne vedremmo i benefici e riusciremmo a goderne del buon esito. Tutto si sistema per il meglio, e quello che chiami sfortuna non è altro che una deviazione, un passo difficile nel sentiero, uno scoglio da superare che ti rende più forte per continuare il tuo cammino.Tutto si sistema se hai pazienza , tutte le tessere si incastreranno perfettamente a comporre il tuo puzzle, tutto si sistema senza fretta.

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Voltiamo pagina!

Le cene erano sempre più rare, era scesa in una specie di apatia,aveva voglia di gente nuova, di posti nuovi ,di cambiare aria.Sentiva che il suo tempo era finito,che aveva sprecato una vita a fantasticare senza concretizzare,avrebbe potuto fare tutto se avesse voluto,ma era stata una sua scelta di non fare niente. Sulla carta era la migliore su ogni campo,era bravissima nella teoria ,si fregava nella pratica. Troppe cose in testa,troppi progetti e neanche uno fatto bene.Avrebbe dovuto focalizzare la sua attenzione su un unico obiettivo e portarlo a termine. Ma se fosse andata male? Se avesse speso tutte le sue energie in un progetto fallimentare? No, doveva avere sempre una via  d’uscita, o più d’una. Era la storia della sua vita, non è facile essere una lavativa. Pensate al povero Zeno e alla sua coscienza, è poi riuscito a smettere di fumare? Boh non si ricordava, anche la lettura era stata svolta con poca attenzione. Si accese una Muratti,l’ennesima di quella mattinata nervosa. Finalmente aprì gli infissi e vide che fuori il sole splendeva già da molte ore,la primavera era finalmente arrivata, tempo di nuovi progetti da non concludere. “Stasera invitiamo un po’ di gente a cena” pensò.

Come eravamo o come siamo

Vanno

I nostri vanno

Un flusso silenzioso

Ordinato

Fatto di biglietti pagati dai nonni

Vanno

Puliti

Tentano il destino

Germania, Usa , Australia

Lunghi viaggi

Zaino in spalla

Valigie firmate

Con la possibilità di tornare

Con la speranza di non farlo

Crediamo che per noi sia diverso

Ma siamo uguali a chi arriva

Con i suoi pochi stracci

Perché il sogno non ha colore ne provenienza.

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