Cerca

mydirtywords

Poetry, Lyrics, Thoughts and much more

Categoria

Donne

Lost in poetry, again. The future is Woman!

Il futuro è donna

Può aspettare per giorni

Aspetta che tutto sia perfetto

Tenace fin dall’inizio

Si attacca alla vita

La stringe a sé

Il cuore inizia battere

Il cuore che la guiderà sempre

Pura

Onesta

Decisa

Questo è il mio augurio alla donna che verrà

Il dolore non la scalfirà

seguirà i suoi sogni

seguirà il suo destino.

Annunci

Forza ragazze!

[…]A volte penso alla cassiera del la pizzeria sotto casa; è da circa quindici anni che la vedo, sempre davanti a quel registratore fiscale, giorno dopo giorno. Si è incupita giorno dopo giorno, è inacidita. Ha passato tutta la sua vita a battere scontrini, da quel che ne so mai un giorno di assenza o di malattia, uniche ferie in Agosto quando il locale chiude. Ogni volta che la vedo è sempre più cupa, è sempre più triste, non ti fa mai un sorriso , non ti offre mai un digestivo, cosa che il suo collega uomo fa tranquillamente , sempre con il sorriso tra le labbra , sempre abbronzato, piacione che fà il simpaticone con i clienti. La donna si prende troppo sul serio , ce la mette tutta, da tutta se stessa, vuole essere apprezzata al lavoro, è una sua rivincita al ruolo di casalinga che da anni si porta addosso. Se il titolare, in caso di crisi dovesse essere costretto a scegliere tra la cassiera femmina e quello maschio, non avrei dubbi sulla scelta. Sceglierebbe il maschio, direbbe che lui è più bravo a trattare con i clienti , al diavolo tutti gli anni in cui Lei non è mai rimasta un giorno a casa , né per malattia né per andarsene a passeggio.

Smettiamola allora di farci la guerra, tanto nessuna di noi diventerà mai amministratore delegato di nessuna azienda , così come nessuna di quelle parlamentari diventerà mai presidente del consiglio, non siamo né in Germania, né nel Regno Unito. Siamo in Italia, e la donna è brava a fare le lasagne è lo spezzatino ,stirare e allevare i figli.

Ci diamo grandi arie di vivere in un paese moderno , ma siamo all’età della pietra per quanto riguarda l’emancipazione femminile rispetto agli altri paesi del Nord Europa, per non parlare dell’Australia o degli Stati Uniti.[…]

da La collega che vorrei, opera inedita

Mammitudine

Mi ero promessa di non scrivere mai di figli, soprattutto dei miei. Non ho mai amato i bambini,finché non ne ho avuto.Quando viaggiavo in aereo o in treno, presa dalla lettura dei miei libri, ascoltando la mia musica,la peggior cosa che mi potesse capitare era di averne uno nei paraggi. “Ste mamma! Perché non se ne stanno a casa, con queste scimmie urlatrici”. Questa era la  mia frase preferita. Ancora oggi non sono amante dei bambini ,eccetto i miei ,che fortunatamente non gridano in aereo,treno o luoghi pubblici, perché come tutte le mamme i propri figli sono i migliori. Ancora meno amo le madri che non sanno parlare d’altro. Mi ero promessa di non scrivere di pappe, svezzamento ,stipsi, pannolino,primo giorno d’asilo e primo dente che cade. E non lo farò, non cadro’ nella trappola della mammitudine.E che oggi la mia piccolina di sei mesi si è addormentata abbracciata a me tirandomi e disfandomi i ricci, e ho pensato quanto sia dolce questa mia piccola scimmia urlatrice.Perché è mia,altrimenti mi sarei fatta pagare una piega dal parrucchiere dai suoi genitori, e che cavolo!

Ovvio, sono opinioni personali !

Ovvio, sono opinioni personali, questo devo premetterlo. Però i fatti di Colonia mi hanno spaventato molto di più degli attacchi terroristici a Parigi e negli States, più degli attacchi dell’undici Settembre.Quelli li consideravo degli attacchi politici ad opera di pochi pazzi fanatici guidati da qualche pazzo altrettanto fanatico. Quello di Colonia invece lo vedo più un attacco sociale, un attacco al modo di vivere occidentale,un attacco al mondo femminile. Del tipo: “vuoi andartene in giro a capodanno senza un uomo che ti protegga, a fare festa vestita da puttana con trombetta e cappellino? Ecco questo è come meriti di essere trattata”. Come se il modo di vivere delle donne occidentali fosse sbagliato e da castigare.Una vera e propria punizione corporale all’ emancipazione. E si’ che già abbiamo il nostro bel da fare per affermarci nel mondo del lavoro e cercare di avere uno stipendio adeguato a parità di mansione dell’uomo; e si’ che dobbiamo di dividerci tra famiglia e carriera ,sempre a discapito di quest’ultima; e si che la maternità per molti è considerata una malattia; ma almeno i nostri uomini ci fanno divertire e vestire come vogliamo,salvo eccezioni, è di eccezioni in Italia ne abbiamo parecchie . La prima cosa a cui penso è che non andrò mai con sole donne in piazza a Capodanno, questo è certo. Certo non bisogna cedere alla paura perché così gliela dai vinta. Bravi, a parole siamo tutti bravi, ma concretamente chi i difende se vengo attaccata da un branco di lupi?Mio malgrado, nonostante abbia spesso difeso i musulmani moderati, questa volta devo fare un passo indietro.Non puoi cambiare una visione della donna così radicata, così anacronistica.Tanta
paura. Ovvio,sono opinioni personali.

Virtù ereditarie

Si chiacchierava dopo la cena , appesantiti  più che dal cibo, dai troppi bicchieri di vino rosso. Si chiacchierava bevendo il caffè, mangiando i mandarini e la frutta secca scaldati dal tepore della stufa a legna. Si chiacchierava, del più e del meno, di cose frivole e cadendo di tanto in tanto in discorsi più profondi,  com’è tipico quando il cervello non è più sobrio, è facile passare dall’euforia alla malinconia. Alla radio,che si sentiva in sottofondo, cantava il figlio di qualcuno molto famoso vent’anni prima, e qualcuno puntualizzo il fatto che i figli dei ricchi e famosi diventano anche a loro volta ricchi o famosi nello stesso campo, pur sottolineando il fatto che non sia automatico che il figlio oltre al cognome ne erediti anche il talento.Vero, pensò lei, il mondo è pieno di attori figli di attori, di cantanti figli di cantanti e di calciatori figli di calciatori. Raramente il figlio supera il genitore, anzi vive all’ombra di quest’ultimo, logorato dall’invidia, spesso sotto analisi e in analisi. E’ anche vero , pensò ancora versandosi un altro bicchiere, che lo stesso modulo si ripercuote in tutti i  livelli sociali. Spesso il figlio del fruttivendolo rileva l’attività di famiglia, e il figlio dell’operaio farà l’operaio e il figlio del professore farà il professore. Vero , ma anche no. Intervenne allora nella discussione, interrompendo gli altri che si erano lanciati a ruota libera nel fare un elenco di figli di, e per dare una motivazione profonda al ripetersi di quel modulo che sembrava ormai dato per assoluto disse: Beh, è ovvio che se in casa hai sempre attori e registi a cena entri in quel giro,cosi come se in casa hai sempre colleghi dei tuoi che fanno gli operai o i commercianti ti avvicini a quel mondo,conosci quella gente e da cosa nasce cosa. Non riusciva a focalizzare il motivo, ma quella discussione la stava infastidendo, questa storia del tale padre tale figlio le stava dando troppo da pensare, anche se nessuno dei commensali era andato cosi in profondità nello snocciolare l’argomento. Il loro voleva essere solo  un mero elenco di figli di. Ma per lei no, si sentiva presa di mira , e si verso’ un altro bicchiere di vino. Ripensò allora a suo padre e ai suoi amici che bighellonavano in casa, e disse tra se e se: io sono l’eccezione che conferma la regola, a differenza di mio padre, ho un lavoro , non bighellono tutto il giorno. Ma questo non poteva dirlo, non le andava di mettere in piazza gli affari propri, la sua infanzia. Poi penso’ ancora , mangiandosi avidamente l’unghia del pollice, forse qualcosa l’ho ereditata , e si versò un altro bicchiere di vino tracannandolo tutto in un sorso.

Dove finisce l’amicizia e inizia il lavoro

Periodo duro per chi viene messo in cassa integrazione o mobilità da un giorno all’altro e si ritrova a dover sbarcare il lunario e riempire il tempo. Dopo il primo , il secondo e il terzo mese di “ma quanto si sta bene a casa” si passa dal “non ne posso più di fare le pulizie e tenere i bambini” al “devo trovare un lavoretto per arrotondare perché i soldi dallo stato non arrivano subito e devo pagare il mutuo”. Stanno così trovando terreno fertile quei tipi di vendita che nel primo decennio del 2000 stavano sparendo o venivano svolti da nostre madri o zie. Insomma da una generazione prima , non dalla nostra.Ecco che ci tempestano di inviti a quelli che una volta chiamavano riunioni, presentazioni e che adesso chiamano Party. Quindi ti ritrovi invitata ad una festa che di diverterte ha gran poco.Niente vestiti di gala e make-up dall’estetista ma tuta da ginnastica e baffo incolto. La padrona di casa si è prodigata nella preparazione di qualche tartina  e dolcetto e al posto dello Champagne c’è il succo alla pera. La presentatrice di una volta ora è una Manager di se stessa, così gliel’hanno venduta e questo le da un tocco di superbia rispetto a noi povere mortali che ancora non abbiamo trovato la nostra strada e siamo ancora Desperate Housewives squattrinate, non come le signore della nota serie televisiva. Essendo quindi sostanzialmente al verde mi chiedo come queste Manager pensino di vendermi un barattolo di plastica o una crema piedi a minimo venticinque euro. Sono determinata a non comprare niente. E ora che la manager gioca la carta dell’amicizia e ci riesce bene. Conosce i tuoi punti deboli, sa che sei talmente pigra da non incartare bene il formaggio quando lo riponi in  frigorifero e che puntualmente ne butti via metà perché ha preso aria; sa che altrettanto puntualmente rovini il bucato in lavatrice perché nei bianchi butti dentro qualcosa di colorato; sa che non finisci mai la bottiglia di vino e sa che con i primi freddi le labbra ti si screpolano così tanto da sembrare un culo di babbuino. E tu compri, e torni a casa con il tuo bel sacchetto pieno di prodotti, fiera di aver fatto vincere il premio alla padrona di casa e con un Party fissato per la settimana ventura, pur sapendo che la cosa ti è stata vietata in maniera categorica da tuo marito. Sei entrata nel vortice e adesso è molto più dura di quello che pensi, venirne fuori.

Un’altra realtà che sta prendendo sempre più piede è  quella che io chiamo “catena di Sant’Antonio”. Il manager non ti vende niente , ma fa in modo che tu compri e sui tuoi acquisti lui prende la provvigione. Il suo scopo è farti conoscere il prodotto, decantarne le qualità benefiche per poi parlarti dei super guadagni che puoi fare e di tutto il tempo libero che puoi avere perché sei imprenditrice di te stessa. Quindi ti ritrovi ad avere la casa piena di prodotti regalati, tanto per provarli e inizi a pensare alla proposta che ti ha fatto. “imprenditrice di te stessa”;”non devi vendere, devi fare formazione”; “il tuo scopo è aiutare gli altri a vivere meglio”. E’ un po’ un modello di vendita americano, quello di motivarti rendendoti parte di un gruppo, convincendoti che i  prodotti di tal azienda facciano del bene, che lo scopo sia benefico e non quello di acquistare e farti acquistare prodotti che troveresti anche al supermercato a prezzi nettamente inferiori.

Esattamente, quando hai smesso di vivere?

Troppo spesso sto incontrando donne che hanno perso ogni stimolo alla vita. Non parlo di ultra ottantenni, bensì di trentenni che vanno per i quaranta. Frasi tipo, “cosa vuoi che faccia ormai”;oppure “cosa vuoi che cambi lavoro adesso, ormai anche se non mi piace niente del mio lavoro dove vuoi che vada con due figli”; “non esco più con le amiche, dove vuoi che vada a farmi ridere dietro”. Il motivo scatenante è stato per la maggior parte di queste, l’avere avuto dei figli. Questo è prerogativa del non meritarsi più niente dalla vita, del doversi accontentarsi del proprio inutile e logorante lavoro per poi tornare a casa mettere su lo spezzatino e pensare ai figli. Bandito ogni divertimento,come se l’aver figli lo precludesse. O hai i figli o vivi, le due cose non possono coesistere. Peggio del peggio quelle che dopo la gravidanza decidono di stare a casa a fare le casalinghe, “dove vuoi che vada quando hai un figlio non riesci più a fare altro”. Cos’è una specie di sanguisuga che ti succhia le energie vitali? Un vampiro della voglia di essere ancora donna? Di farti bella per il tuo compagno o per farti guardare da uno sconosciuto? “Il mio compagno esce il venerdì,ma io sto a casa con i bambini, cosa vuoi?” Cosa vuoi? Tutti i venerdì, non può concedertene uno ogni tanto? Due ore per l’aperitivo? Non si può fare a turno? “Si ma cosa vuoi”. Questa è la frase che riassume tutta la rassegnazione in cui alcune donne si sono rifugiate. Che si tratti di depressione post-partum a tempo indeterminato o di una scusa per mascherare la pigrizia non saprei. Però a queste povere donne mi viene da chiedere: esattamente, quando avete smesso di vivere?

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑