Finito il lavoro,era il momento che preferiva di tutta la stramaledettissima giornata. Sulla strada verso casa si fermava il quel baretto nascosto e la’trovava le sue amiche che l’aspettavo per l’aperitivo.Giusto mezz’ora prima di tornare alla realtà, 30 minuti di pura pace a parlare di niente, a parlare di tutto.”Come sta  Alfredo? Bene,rispose,almeno credo! Che cazzo di risposta è? Come fai ad essere così menefreghista,? Ok ti saluto, mi pago il bicchiere, ciao.” Lascio’ cinque euro al cameriere, e uscì dalla porta senza aspettare il resto.Sali’in auto, non aveva voglia di piangere,non piangeva da troppo tempo, non aveva voglia di niente, avrebbe voluto godersi il suo aperitivo in santa pace.Non tutto si può spiegare e non tutto si può capire. A volte poi chi cazzo ha voglia di spiegare che per lei Alfredo non è altro che un grattacapo, qualcosa da risolvere, qualcosa da cui state lontano, quel problema latente che ogni tanto riaffiora,quella persona che vorresti ti chiamasse,ma quando chiama è un problema , quella persona che ti manca perché non è come dovrebbe essere. E si che tanto tempo fa l’aveva amato ,o si che l’aveva  amato, un amore forte, spassionato, l’amore di chi è stata scelta,un privilegio assoluto, la consapevolezza di essere sua, di essere l’unica. Sopra tutte ,la regina. Ma la realtà era ben diversa, la fantasia corre più della realtà, e la realtà spesso è semplicemente triste,ma è quello che è. Per lei Alfredo era morto già tanto tempo fa, una lenta agonia nel suo cuore, una rassegnata presa di coscienza , nessun trauma, niente da aggiungere.E poi avrebbe potuto scegliere un’altra tra tutte le stelle,ma si sa ognuno ha la Croce che riesce a portare e lei aveva la sua, bella pesante ,tutta sulle sue spalle, spalle piccole ma forti.Non tutto si può spiegare e non tutto si può capire, e poi chi cazzo ha più voglia di spiegare.

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