Le cene erano sempre più rare, era scesa in una specie di apatia,aveva voglia di gente nuova, di posti nuovi ,di cambiare aria.Sentiva che il suo tempo era finito,che aveva sprecato una vita a fantasticare senza concretizzare,avrebbe potuto fare tutto se avesse voluto,ma era stata una sua scelta di non fare niente. Sulla carta era la migliore su ogni campo,era bravissima nella teoria ,si fregava nella pratica. Troppe cose in testa,troppi progetti e neanche uno fatto bene.Avrebbe dovuto focalizzare la sua attenzione su un unico obiettivo e portarlo a termine. Ma se fosse andata male? Se avesse speso tutte le sue energie in un progetto fallimentare? No, doveva avere sempre una via  d’uscita, o più d’una. Era la storia della sua vita, non è facile essere una lavativa. Pensate al povero Zeno e alla sua coscienza, è poi riuscito a smettere di fumare? Boh non si ricordava, anche la lettura era stata svolta con poca attenzione. Si accese una Muratti,l’ennesima di quella mattinata nervosa. Finalmente aprì gli infissi e vide che fuori il sole splendeva già da molte ore,la primavera era finalmente arrivata, tempo di nuovi progetti da non concludere. “Stasera invitiamo un po’ di gente a cena” pensò.

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