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Une bonne épouse Indienne.

Mai paese mi fù più sconosciuto dell’India, poi d’un tratto una serie di coincidenze mi hanno fatto scoprire l’esistenza di questa terra e la curiosità di saperne di più, sempre a modo mio , da lavativa. Come prima cosa leggere un libro tipo armony, d’amore e sentimento puro, senza alte locuzioni , livello grammaticale modo elementare, niente metafore. Come seconda cosa leggerlo in un’altra lingua, nel mio caso il francese, che mastico abbastanza bene, ma comunque… Aggiungi che arriva un nuovo collega, che è Indiano e parla con me in inglese, che mastico abbastanza bene, ma comunque…Ora so tutto dell’India e dei matrimoni combinati e ve ne rendo partecipi:

-Sono i parenti più stretti a scegliere la donna adatta all’uomo . Dalla nascita, ad ogni maschio e ad ogni femmina viene fatta una carta astrale, tutti ne hanno una. Arrivati ad un certo punto i genitori dello sposo e della sposa si incontrano e se le stelle dicono che tra i due ci puo’ essere affinità si fissa un incontro. I genitori dello sposo fissano vari incontri con varie donne. Oltre alla carta astrale che potrebbe avere un lato romantico , il futuro di una persona è deciso dalle stelle,bello ci vedo del magico , beh oltre a questo si guarda anche il lato economico: cosa e quanto puo’ offrire la sposa in dote. In ogni popolo, in ogni cultura il lato venale è sempre presente. Il matrimonio per questa cultura serve anche per emanciparsi economicamente.

-L’uomo può scegliere, come da catalogo, chi vuole vedere e chi no, una volta vista puo’ scegliere quale diventerà la futura sposa. La donna non puo’ rifiutare. Quindi se ti va bene ed è ricco e carino , bene, se è povero e un cesso con le gambe sei finita.

-Discriminante per una donna, considerato quasi come un handicap è essere alta o avere la pelle eccessivamente scura. Essere basse e pallidine è gettonatissimo, quindi io durante l’inverno potrei avere buone possibilità di essere scelta:pelle olivastra con occhiaie che tendono al viola, mentre durante l’estate sarei scartata per essere troppo scura. Bassa invece in tutte le stagioni.

-Le donne indiane arrivano al matrimonio tutte vergini, che abbiano sedici , venti o trenta e passa anni, aspettano il matrimonio per concedersi al loro marito. Prima di allora non ne sanno praticamente nulla. A casa non si parla di sesso e non possono accedere a nessuna informazione per i canali ufficiali , tipo andare in libreria e comprare una copia del kamasutra, che pensavo fosse un libro letto a scuila come per noi I promessi Sposi. NO non si puo’, devi essere sposata e solo così lo puoi avere per deliziare la tua dolce metà, altrimenti che te ne fai? Quindi arrivano alla prima notte di nozze piene di aspettative non sapendo neanche quello che succederà , ma in ogni caso sanno che ne saranno felici.

-Gli indiani sposano le indiane, sono pochi i matrimoni misti e nei rari casi sono visti male. Molti uomini indiani viaggiano molto per lavoro e raramente tornano in India. Tante volte hanno delle vere e proprie vite parallele,lasciano la moglie scelta dalla propria famiglia a casa e fanno la loro bella figura davanti a tutti e poi partono per lavoro dove li aspetta la donna che amano e con la quale vestono in maniera occidentale, mangiano carne , anche di manzo e non seguono nessun rituale o credenza legata alla loro religione e alla loro cultura.

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L’anno prima

…era malinconica. Si rivedeva un anno prima.Chissà come era apparsa agli occhi degli altri quando era persa,felicemente persa, ossessivamente persa, tristemente persa. Forse nessuno se ne è mai accorto, forse aveva mascherato bene o almeno ci aveva provato. Era bello provare ancora quelle sensazioni adolescenziali, amore impossibile, amore corrisposto, forse,ma anche no. Piuttosto attrazione, energia pura.Cinquanta anni50 anni e riscoprorsi ancora ragazzina a fare pensieri peccaminosi su un quasi sconosciuto.

NON SONO UNA SIGNORA!

“Mi scusi signora”, mi ha detto il ragazzetto ventenne dal panettiere… Da quando sono una Signora????

Crescere con un fratello , maschio, circondata dai suoi amici maschi a lungo andare ha avuto i suoi vantaggi. Certo , non avere la migliore amica fino ai 10 anni , anzi non averne neanche una , non conoscerne neanche una era un po’ strano devo ammetterlo , ma evidentemente negli anni ottanta nascevano solo maschi o le femmine non nascevano nel raggio di dieci chilometri da casa mia. Anche alle elementari, pluriclassi perchè i bambini erano pochi e noi eravamo in due , io e un maschio.E lo picchiavo! Si sono sempre stata un maschiaccio, anfibi neri con punta di ferro fino ai sedici anni, abbigliamento total black , maglie larghe su corpo esile e una quarta di seno. Facevo a botte con e come i maschi, sport maschili,  giocare a calcio , saltare gli ostacoli, arrampicarsi sulle rocce, tuffarsi dagli scogli e correrci sopra a piedi nudi ,pescare e mangiare patelle crude. Poi inizi a crescere e vuoi o non vuoi ti devi dare una sistemata per non sembrare una lesbica trasandata e inizi a darti una depilata qua e la , e il reggiseno non è più quello sportivo, tutto elastico ma ti concedi un bianco con qualche fiorellino, e basta anfibi estate e inverno, compriamo un tacco per andare in discoteca, che tanto sei scoordinata e neanche balli però ti metti in un angolo e fumi, e bevi …come i maschi. Ma chi se ne frega, io adoro i maschi, adoro le parolacce e le battute e doppio senso, non mi offendo mai, non ci metto malizia, non ci stanno mica provando con me, io sono come un amico.E poi correre con un tacco dodici e saper cambiare la ruota della macchina o della bicicletta può venir buono. Ma Signora, no  proprio non me l’aspettavo!Signora è sinonimo di vecchia , signora mi fa pensare alla pelliccia di visone, al rossetto rosso sulla tazza del cappuccino la domenica pomeriggio al bar,  allo smalto perlato scrostato sulla manicure fatta a casa; signora mi fa pensare alla naftalina, alle caramelle Rossana; signora mi fa venire in mente quella vecchia signora di Milano che veniva in vacanza e mi portava sempre un sacco di giocatoli, con i capelli cotonati e Chanel n. 5

Mi innamoro

Mi innamoro di un sorriso,mi innamoro di una carezza,mi innamoro di una foto, di un paesaggio,di un cane randagio, di un migrante.Mi innamoro delle mani forti del lavoro, delle mani delicate da scrittore, di uno sguardo , di un broncio,di una lacrima.Mi innamoro della prima luce del mattino,mi innamoro della luna di stasera.Mi innamoro di un bicchiere di vino,rosso,bello corposo,mi innamoro di un piatto mangiato con gusto.Mi innamoro di un anziano seduto su una panchina a guardare passare la vita, mi innamoro di un bambino che gioca senza pensare al domani. Mi innamoro della vita bella o brutta che sia,me ne innamoro perché malgrado tutto è la mia,e se è vero che è fatta di scelte per ora è tutto apposto  perché sei il mio presente.

 

 

 

 

 

 

Stella cadente.

Finito il lavoro,era il momento che preferiva di tutta la stramaledettissima giornata. Sulla strada verso casa si fermava il quel baretto nascosto e la’trovava le sue amiche che l’aspettavo per l’aperitivo.Giusto mezz’ora prima di tornare alla realtà, 30 minuti di pura pace a parlare di niente, a parlare di tutto.”Come sta  Alfredo? Bene,rispose,almeno credo! Che cazzo di risposta è? Come fai ad essere così menefreghista,? Ok ti saluto, mi pago il bicchiere, ciao.” Lascio’ cinque euro al cameriere, e uscì dalla porta senza aspettare il resto.Sali’in auto, non aveva voglia di piangere,non piangeva da troppo tempo, non aveva voglia di niente, avrebbe voluto godersi il suo aperitivo in santa pace.Non tutto si può spiegare e non tutto si può capire. A volte poi chi cazzo ha voglia di spiegare che per lei Alfredo non è altro che un grattacapo, qualcosa da risolvere, qualcosa da cui state lontano, quel problema latente che ogni tanto riaffiora,quella persona che vorresti ti chiamasse,ma quando chiama è un problema , quella persona che ti manca perché non è come dovrebbe essere. E si che tanto tempo fa l’aveva amato ,o si che l’aveva  amato, un amore forte, spassionato, l’amore di chi è stata scelta,un privilegio assoluto, la consapevolezza di essere sua, di essere l’unica. Sopra tutte ,la regina. Ma la realtà era ben diversa, la fantasia corre più della realtà, e la realtà spesso è semplicemente triste,ma è quello che è. Per lei Alfredo era morto già tanto tempo fa, una lenta agonia nel suo cuore, una rassegnata presa di coscienza , nessun trauma, niente da aggiungere.E poi avrebbe potuto scegliere un’altra tra tutte le stelle,ma si sa ognuno ha la Croce che riesce a portare e lei aveva la sua, bella pesante ,tutta sulle sue spalle, spalle piccole ma forti.Non tutto si può spiegare e non tutto si può capire, e poi chi cazzo ha più voglia di spiegare.

I Love Shopping

cos’è che le mancava? il tempo? no, quello si trova se solo si vuole? L’ispirazione? Forse un po’ , troppo impegnata nel suo nuovo lavoro, nella famiglia, spesa , lava , stira, lava , stira, lava. Quante lavatrici? Forse avrebbe potuto fare un trattato sulla sua , che tiene solo 5 Kg perchè quando l’aveva comprata non aveva nemmeno nei pensieri  più remoti di avere un figlio, figuriamoci due. Tram tram quotidiano che non  lascia nemmeno il tempo  di pensare.Questo era sicuramente uno dei motivi principali , la mancanza di tempo, l’unica cosa che non puoi controllare, che a volte vorresti fermare che a volte vorresti accelerare. Nei pochi minuti liberi cercava di leggere le notizie  , quale migliore ispirazione della vita reale, ma niente, il suo taccuino restava in bianco, nessun appunto , nessuna parola chiave. Non era convinta pero’ che il problema fosse  la mancanza d’ispirazione, nè di tempo era qualcos’altro. Era venuta a mancare la speranza per far posto alla rassegnazione , la consapevolezza di non farcela mai, e allora perché farlo, per chi? Tanti ci provano, pochissimi ci riescono, avrebbe dovuto conoscere qualcuno del giro, o l’amico di, sarebbe dovuta essere  già conosciuta etc etc.La cultura non paga, con la penna non si mangia,si deve  per forza fare un altro lavoro che non  lascia il tempo di coltivare quello che più piace. Questa è la dura e cruda realtà, e poi magari non c’è tutto questo talento. Ma poi leggi alcuni  Best Seller  e le braccia cascano sotto le ginocchia , ma davvero alla gente piace questo? Ma davvero I Love Shopping e tutti i mille seguiti, ha venduto così tanto? Tutto questo pensava, e anche questo non avrebbe cambiato le cose.

Ho messo via

Nell’era dove il libro ” il magico potere del riordino” sta accompagnando il cambio armadio di tutte le italiane la canzone di Ligabue e quanto di più anacronistico ci sia.Non ho letto il libro ,ma passeggiando con una mia cara amica mi sono fatta dire i capisaldi di questo metodo della scrittrice giapponese e tirando le somme ho dedotto che buttare è la regola principale. Fare spazio nei cassetti per fare spazio nella mente e nel cuore. Allora ho iniziato a buttare e a riempire quel famoso sacco e finalmente ho buttato via quella minigonna di quando avevo 18 anni, perché anche se mi sta ancora, sono sicura che se da 20 a questa parte non ho avuto l’occasione di metterla, certamente non l’avrò nel prossimo futuro.Ho buttato via anche quei pantaloni finta pelle, che continuo a prendere in mano e spostarli da una parte all’altra e che non ho mai messo e chissà cosa avevo in mente quando li ho comprati.Poi ho trovato quell’altra minigonna, quella non mia, ma della mia amica di sempre anche se non la vedo da 15 anni e sempre nei miei ricordi più belli. Questa la tengo, così quando la rivedo gliela restituisco e ricordiamo i bei tempi, quelli di quando puzzavamo solo di whisky. Per me la canzone di Ligabue è ancora attuale perché ho messo via un bel po’ di cose ma non mi spiego mai perché, non riesca a metter via te. E neanche voglio!

Ode alla pazienza, tutto si sistema

Facile dirlo, difficile farlo. Quando l’imprevisto bussa alla porta o peggio la sfonda, subito corriamo ai ripari per cercare di risolvere la situazione e e riportarla a com’era prima, credendo che quel prima fosse il meglio per noi. Tante volte, invece,  il fato , il  destino, un essere divino, l’ angelo custode o non so chi, non ha altro modo di deviare il nostro percorso se non mettendoci i bastoni fra le ruote. Se riuscissimo a fermarci a pensare, di dare il tempo al tempo, di non affrettare le cose, ne vedremmo i benefici e riusciremmo a goderne del buon esito. Tutto si sistema per il meglio, e quello che chiami sfortuna non è altro che una deviazione, un passo difficile nel sentiero, uno scoglio da superare che ti rende più forte per continuare il tuo cammino.Tutto si sistema se hai pazienza , tutte le tessere si incastreranno perfettamente a comporre il tuo puzzle, tutto si sistema senza fretta.

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