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L’abitudine

L’essere umano si abitua a tutto. È una frase che non è mia, l’ho letta da qualche parte e mi ha colpito. Grande verità, a tutto ci si abitua: alla solitudine e poi non ci fai più caso, anzi forse stai meglio da solo; alla tristezza che quando è troppo pesante diventa depressione; alla felicità che quando è troppa diventa noia; a lottare e poi lotti contro tutto e tutti ce l’hanno con te a prescindere. Ti abitui a tutto e nel bene o nel male non vuoi più uscire da quello stato, perché quello stato lo conosci, sai gestirlo. E procrastini il cambiamento, ti dai delle scuse, dici di volerla cambiare quell’ abitudine, ma non lo fai, e la tua confort zone e ti sta bene. Finché non arriva una causa di forza maggiore e le scuse non reggono più e ti trovi catapultato in un’altra realtà.

Costellazioni familiari

Quando racconto questa cosa alle mie amiche, non so mai da dove iniziare, non trovo le parole per spiegare di cosa si tratti. Continuo a dire, che bella esperienza, mi ha fatto bene, ma non so spiegartelo, vieni con me alla prossima così lo capisci di persona. Innanzitutto quando si partecipa ad una costellazione non se ne può parlare per almeno quaranta giorni. Io ne parlo adesso perché è passato più di un anno. Non so perché non se ne possa parlare, presumo sia per tenere per sé tutte le energie benefiche sprigionate durante l’incontro e non disperderle. Ad ogni modo, arrivi in questa sala, tra gente che non hai mai visto prima, che non conosci e che la maggior parte non si conosce tra loro. Prendi una bottiglietta d’acqua e la metti al centro della stanza dove le hanno messe tutti, difficile poi riconoscere la propria (cosa non molto adatta in questo periodo) , poi ci si mette tutti in cerchio e ci si tiene per mano (altra cosa non molto adatta in questo periodo) con gli occhi chiusi. Da una parte, seduta, la costellatrice/costellatore, la mia era una donna, per me magica, con una voce bellissima rilassante che subito mi ha dato pace. Ha iniziato a parlare e la serata alla quale ho partecipato io era dedicata alla mamma e al rapporto con essa. Dopo aver detto alcune frasi, già la prospettiva era cambiata, il modo di vedere e di sentire il rapporto con il genitore era diverso, non solo di diritti nei suoi confronti, ma di gratitudine. Non tutti come me partecipano ad una costellazione solo per curiosare, il motivo per parteciparvi è quello di dover risolvere delle problematiche: rapporti con una persona in particolare, rapporti con il lavoro, con il proprio partner, non riuscire a trovarlo un partner, con un genitore; oppure un malessere che ci accompagna e non riusciamo ad individuarne la causa, malessere anche fisico che può essere non riuscire ad avere un bambino, mal di testa, mal di stomaco. Questi ultimi da prendere con le pinze, io chiederei un parere anche ad un medico specialista. Problemi che hanno radici nel passato o nella nostra psiche. Le ragioni sono molteplici. Alcuni dei partecipanti hanno quindi chiesto, prima di iniziare, di essere rappresentati. Si tratta di una rappresentazione teatrale in piena regola in cui gli attori, scelti a caso tra il pubblico dal costellatore, interpretano una parte che non conoscono che non hanno studiato a memoria. Gli attori non conoscono né il problema, né la persona che ne è afflitta, niente di niente. Il problema lo conosce solo il costellatore. Qua, devo ammetterlo ho avuto i miei dubbi. Come era possibile che nessuno sapesse niente? Ne ho avuto la prova quando la mia amica ha chiesto di essere rappresentata e sapevo per certo che lei non conosceva le persone partecipanti e tantomeno la costellatrice. Gli attori scelti comunque si alzano e inizia la scena. Ognuno deve fare solo ed esclusivamente quello che si sente di fare. Magicamente uno diventa il padre, uno la madre, uno il collega e uno quello che ha il problema; ovvero quello che ha chiesto di essere rappresentato vede se stesso comportarsi in un certo modo. Il sesso dell’attore non deve per forza coincidere con il ruolo. C’era un padre femmina e una figlia maschio. Comunque questi attori iniziano ad interagire tra di loro, e alcuni piangono altri ridono altri si buttano per terra sofferenti, ma di una sofferenza vera, capisci che non stanno recitando, gente che piange, gente che piange tra il pubblico. Una ragazza, nel mezzo della rappresentazione ha iniziato a gridare come una pazza, cosa che mi ha terrorizzato, e in tutto questo la magica costellatrice parla, e con la sua voce indirizza l’energia nella giusta direzione, ti rilassa e ti riappacifica con il mondo. Sì, perché una costellazione familiare, fa bene sia agli attori che ai partecipanti. L’energia di questi incontri è qualcosa di indescrivibile. Lo so, rileggendo questo brano , lo vedo da me, che non si capisce niente, l’avevo premesso che non sapevo spiegare bene di cosa si trattasse, l’unico modo per capire è partecipare. Vieni con me alla prossima, così lo capisci di persona!

E poi d’improvviso il silenzio

E poi d’improvviso il silenzio;

una lunga corsa affannata;

mesi senza pensare a niente;

solo nell’attesa di finire, arrivare al capolinea, fine del tunnel.

Punto e a capo.

E sentirsi svuotati;

l’adrenalina è finita;

l’agonia frenetica ti teneva in vita.

Silenzio rassicurante.

Emptiness

Empty shell

Empty sheet

Empty box

Empty ring

Empty text

Empty kiss

Empty hug

Empty me

Une bonne épouse Indienne.

Mai paese mi fù più sconosciuto dell’India, poi d’un tratto una serie di coincidenze mi hanno fatto scoprire l’esistenza di questa terra e la curiosità di saperne di più, sempre a modo mio , da lavativa. Come prima cosa leggere un libro tipo armony, d’amore e sentimento puro, senza alte locuzioni , livello grammaticale modo elementare, niente metafore. Come seconda cosa leggerlo in un’altra lingua, nel mio caso il francese, che mastico abbastanza bene, ma comunque… Aggiungi che arriva un nuovo collega, che è Indiano e parla con me in inglese, che mastico abbastanza bene, ma comunque…Ora so tutto dell’India e dei matrimoni combinati e ve ne rendo partecipi:

-Sono i parenti più stretti a scegliere la donna adatta all’uomo . Dalla nascita, ad ogni maschio e ad ogni femmina viene fatta una carta astrale, tutti ne hanno una. Arrivati ad un certo punto i genitori dello sposo e della sposa si incontrano e se le stelle dicono che tra i due ci puo’ essere affinità si fissa un incontro. I genitori dello sposo fissano vari incontri con varie donne. Oltre alla carta astrale che potrebbe avere un lato romantico , il futuro di una persona è deciso dalle stelle,bello ci vedo del magico , beh oltre a questo si guarda anche il lato economico: cosa e quanto puo’ offrire la sposa in dote. In ogni popolo, in ogni cultura il lato venale è sempre presente. Il matrimonio per questa cultura serve anche per emanciparsi economicamente.

-L’uomo può scegliere, come da catalogo, chi vuole vedere e chi no, una volta vista puo’ scegliere quale diventerà la futura sposa. La donna non puo’ rifiutare. Quindi se ti va bene ed è ricco e carino , bene, se è povero e un cesso con le gambe sei finita.

-Discriminante per una donna, considerato quasi come un handicap è essere alta o avere la pelle eccessivamente scura. Essere basse e pallidine è gettonatissimo, quindi io durante l’inverno potrei avere buone possibilità di essere scelta:pelle olivastra con occhiaie che tendono al viola, mentre durante l’estate sarei scartata per essere troppo scura. Bassa invece in tutte le stagioni.

-Le donne indiane arrivano al matrimonio tutte vergini, che abbiano sedici , venti o trenta e passa anni, aspettano il matrimonio per concedersi al loro marito. Prima di allora non ne sanno praticamente nulla. A casa non si parla di sesso e non possono accedere a nessuna informazione per i canali ufficiali , tipo andare in libreria e comprare una copia del kamasutra, che pensavo fosse un libro letto a scuila come per noi I promessi Sposi. NO non si puo’, devi essere sposata e solo così lo puoi avere per deliziare la tua dolce metà, altrimenti che te ne fai? Quindi arrivano alla prima notte di nozze piene di aspettative non sapendo neanche quello che succederà , ma in ogni caso sanno che ne saranno felici.

-Gli indiani sposano le indiane, sono pochi i matrimoni misti e nei rari casi sono visti male. Molti uomini indiani viaggiano molto per lavoro e raramente tornano in India. Tante volte hanno delle vere e proprie vite parallele,lasciano la moglie scelta dalla propria famiglia a casa e fanno la loro bella figura davanti a tutti e poi partono per lavoro dove li aspetta la donna che amano e con la quale vestono in maniera occidentale, mangiano carne , anche di manzo e non seguono nessun rituale o credenza legata alla loro religione e alla loro cultura.

L’anno prima

…era malinconica. Si rivedeva un anno prima.Chissà come era apparsa agli occhi degli altri quando era persa,felicemente persa, ossessivamente persa, tristemente persa. Forse nessuno se ne è mai accorto, forse aveva mascherato bene o almeno ci aveva provato. Era bello provare ancora quelle sensazioni adolescenziali, amore impossibile, amore corrisposto, forse,ma anche no. Piuttosto attrazione, energia pura.Cinquanta anni50 anni e riscoprorsi ancora ragazzina a fare pensieri peccaminosi su un quasi sconosciuto.

NON SONO UNA SIGNORA!

“Mi scusi signora”, mi ha detto il ragazzetto ventenne dal panettiere… Da quando sono una Signora????

Crescere con un fratello , maschio, circondata dai suoi amici maschi a lungo andare ha avuto i suoi vantaggi. Certo , non avere la migliore amica fino ai 10 anni , anzi non averne neanche una , non conoscerne neanche una era un po’ strano devo ammetterlo , ma evidentemente negli anni ottanta nascevano solo maschi o le femmine non nascevano nel raggio di dieci chilometri da casa mia. Anche alle elementari, pluriclassi perchè i bambini erano pochi e noi eravamo in due , io e un maschio.E lo picchiavo! Si sono sempre stata un maschiaccio, anfibi neri con punta di ferro fino ai sedici anni, abbigliamento total black , maglie larghe su corpo esile e una quarta di seno. Facevo a botte con e come i maschi, sport maschili,  giocare a calcio , saltare gli ostacoli, arrampicarsi sulle rocce, tuffarsi dagli scogli e correrci sopra a piedi nudi ,pescare e mangiare patelle crude. Poi inizi a crescere e vuoi o non vuoi ti devi dare una sistemata per non sembrare una lesbica trasandata e inizi a darti una depilata qua e la , e il reggiseno non è più quello sportivo, tutto elastico ma ti concedi un bianco con qualche fiorellino, e basta anfibi estate e inverno, compriamo un tacco per andare in discoteca, che tanto sei scoordinata e neanche balli però ti metti in un angolo e fumi, e bevi …come i maschi. Ma chi se ne frega, io adoro i maschi, adoro le parolacce e le battute e doppio senso, non mi offendo mai, non ci metto malizia, non ci stanno mica provando con me, io sono come un amico.E poi correre con un tacco dodici e saper cambiare la ruota della macchina o della bicicletta può venir buono. Ma Signora, no  proprio non me l’aspettavo!Signora è sinonimo di vecchia , signora mi fa pensare alla pelliccia di visone, al rossetto rosso sulla tazza del cappuccino la domenica pomeriggio al bar,  allo smalto perlato scrostato sulla manicure fatta a casa; signora mi fa pensare alla naftalina, alle caramelle Rossana; signora mi fa venire in mente quella vecchia signora di Milano che veniva in vacanza e mi portava sempre un sacco di giocatoli, con i capelli cotonati e Chanel n. 5

Mi innamoro

Mi innamoro di un sorriso,mi innamoro di una carezza,mi innamoro di una foto, di un paesaggio,di un cane randagio, di un migrante.Mi innamoro delle mani forti del lavoro, delle mani delicate da scrittore, di uno sguardo , di un broncio,di una lacrima.Mi innamoro della prima luce del mattino,mi innamoro della luna di stasera.Mi innamoro di un bicchiere di vino,rosso,bello corposo,mi innamoro di un piatto mangiato con gusto.Mi innamoro di un anziano seduto su una panchina a guardare passare la vita, mi innamoro di un bambino che gioca senza pensare al domani. Mi innamoro della vita bella o brutta che sia,me ne innamoro perché malgrado tutto è la mia,e se è vero che è fatta di scelte per ora è tutto apposto  perché sei il mio presente.

 

 

 

 

 

 

Stella cadente.

Finito il lavoro,era il momento che preferiva di tutta la stramaledettissima giornata. Sulla strada verso casa si fermava il quel baretto nascosto e la’trovava le sue amiche che l’aspettavo per l’aperitivo.Giusto mezz’ora prima di tornare alla realtà, 30 minuti di pura pace a parlare di niente, a parlare di tutto.”Come sta  Alfredo? Bene,rispose,almeno credo! Che cazzo di risposta è? Come fai ad essere così menefreghista,? Ok ti saluto, mi pago il bicchiere, ciao.” Lascio’ cinque euro al cameriere, e uscì dalla porta senza aspettare il resto.Sali’in auto, non aveva voglia di piangere,non piangeva da troppo tempo, non aveva voglia di niente, avrebbe voluto godersi il suo aperitivo in santa pace.Non tutto si può spiegare e non tutto si può capire. A volte poi chi cazzo ha voglia di spiegare che per lei Alfredo non è altro che un grattacapo, qualcosa da risolvere, qualcosa da cui state lontano, quel problema latente che ogni tanto riaffiora,quella persona che vorresti ti chiamasse,ma quando chiama è un problema , quella persona che ti manca perché non è come dovrebbe essere. E si che tanto tempo fa l’aveva amato ,o si che l’aveva  amato, un amore forte, spassionato, l’amore di chi è stata scelta,un privilegio assoluto, la consapevolezza di essere sua, di essere l’unica. Sopra tutte ,la regina. Ma la realtà era ben diversa, la fantasia corre più della realtà, e la realtà spesso è semplicemente triste,ma è quello che è. Per lei Alfredo era morto già tanto tempo fa, una lenta agonia nel suo cuore, una rassegnata presa di coscienza , nessun trauma, niente da aggiungere.E poi avrebbe potuto scegliere un’altra tra tutte le stelle,ma si sa ognuno ha la Croce che riesce a portare e lei aveva la sua, bella pesante ,tutta sulle sue spalle, spalle piccole ma forti.Non tutto si può spiegare e non tutto si può capire, e poi chi cazzo ha più voglia di spiegare.

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